Viaggio tra le ville di Bagheria

La patria di Renato Guttuso e Giuseppe Tornatore, è un popoloso comune in provincia di Palermo, collocato a 76 metri sul livello del mare, tra i bellissimi golfi di Palermo e Termini Imerese. La derivazione del suo nome è controversa: secondo alcuni proviene dal termine arabo Bab-al-Gerib, che significa “la porta del vento” oppure dalla parola fenicia Bayariah, letteralmente “che scende verso il mare”, secondo altre interpretazioni, infine, dal termine arabo Bacar, che sta per “vaccheria”.

All’inizio della sua storia, era zona agricola adibita alla coltivazione di fichi d’india, ulivi e agrumi. Fu la famiglia dei Principi Branciforte a darle una connotazione urbana, intorno al 1700, tanto che Bagheria divenne nota meta per il turismo aristocratico: tra i suoi più illustri visitatori si ricordano il drammaturgo Goethe e il pittore e architetto Schinkel. È particolarmente conosciuta per le sue ville e i palazzi settecenteschi ed è oggetto di un turismo gastronomico che si concentra prevalentemente nei weekend e in particolare nei mesi estivi.

Come raggiungere Bagheria

Aereo: L’aeroporto più vicino è il “Falcone Borsellino” di Palermo, da cui dista circa 50 km, ma è collegato alla città da una linea di autobus.
Ferrovia: raggiungere Bagheria in treno è piuttosto agevole se si proviene da Palermo: in questo caso il biglietto costa poco meno di 2 euro.
In auto: l’autostrada A 20 la collega a Messina e Palermo, la A18 a Catania
In nave: è possibile utilizzare gli sbarchi a Palermo, provenienti da Napoli, Salerno, Malta, Tunisi, Valencia, Cagliari, Genova, Civitavecchia e Livorno.

Dove alloggiare

Bagheria offre soluzioni di alberghi e bed&breakfast, anche se la sistemazione più pittoresca resta quella di pernottare presso una delle bellissime ville settecentesche, adibite a residence.

Gastronomia

Ottime le braciolette arrosto condite con cipolla e caciocavallo, l’insalata di aringhe e arance, le gustose guastelle (panini al formaggio e lardo), la pasta con le sarde, il timballo di maccheroni e le stigghiole, spiedini di vitello. Tra i piatti a base di pesce, il pescespada gratinato e i naselli in tegame.

Curiosità

La pietra d’Aspra, di colore giallo, è tipica della zona: prende il nome dall’omonima spiaggia ed è il principale materiale calcareo con cui sono realizzate ville e monumenti.

Cosa vedere

Le ville rinascimentali, in stile barocco, rappresentano il simbolo artistico di Bagheria.

Villa Palagonia

Preceduta da un lungo viale e da una maestosa scalinata, si ricorda per il particolarissimo gusto dell’arredamento e della scelta delle staute, che raffigurano mostri, draghi, gnomi, centauri e personaggi mitologici. Tra le svariate stranezze della villa, Goethe ha raccontato che le gambe delle sedie erano volutamente diseguali, e le poltrone erano inclinate in modo da rendere difficile l’equilibrio: non era inoltre infrequente trovare spilli e aghi sotto i velluti delle sedie all’apparenza più stabili.

Villa Cattolica

Circondata da una cinta di mura e a 500 metri dalla stazione ferroviaria, ospita le spoglie e il Museo di Renato Guttuso, che ha donato a Bagheria le sue opere. L’ingresso intero al museo costa 5 euro, ma sono previste riduzioni.

Palazzo Aragona Cutò

in fantastica posizione panoramica, era utilizzata dagli aristocratici per assistere a spettacoli, fuochi d’artificio e feste, ed ammirare il golfo di Palermo. E’ l’unico palazzo che non presenta la scalinata esterna, e nelle sue sale ospita il Museo del Giocattolo, dove trovano esposizione bambole di porcellana, in cera e in cartapesta, giochi della civiltà contadina e il banchetto del riparatore di bambole.

Altre mete

degne di visita sono anche Villarosa, Villa San Cataldo, Villa Trabia, Palazzo Bufera e la Biblioteca civica intitolata a “F. Scaduto”, docente e politico che nacque a Bagheria, che conserva oltre 71.000 volumi.

Articolo inserito da Massy il 11/11/2009.

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